Valutazione dell'autore

4.5
Kickass level

L’ultimo album degli Stereophonics si intitola Graffiti On The Train, ed è uscito il 4 Marzo 2013. Si tratta probabilmente del disco più atteso della loro discografia, visto che sono soliti produrre un album ogni due anni, mentre per questo ce ne sono voluti quattro. Quindi, diciamo pure che era ora!

Ho scoperto gli Sterophonics nel 2006. Per chissà quale motivo non mi avevano mai incuriosito al punto di dargli la chance del primo ascolto, forse perché li credevo troppo commerciali. Poi invece ho scoperto che avevano scritto e prodotto un casino di belle canzoni, e quindi hanno iniziato a prendermi di brutto, al punto che ho acquisito velocemente tutta la loro discografia, b-sides e rarità comprese. Questo per dire che non vedevo l’ora che publicassero un nuovo album.

Mi sono procurato Graffiti On The Train subito, e l’ho ascoltato per qualche giorno prima di scrivere questa recensione. Direi che l’album non è per niente male, ma per essere onesto, ho la sensazione che ci manchino un paio di canzoni alla Stereophonics, forse una di quelle “intime”, del tipo It Means Nothing oppure Could You Be The One, e una “allegra” nello stile di Innocent o di una delle tante già scritte.

A parte questo, continuo ad apprezzare sempre di più la maggior parte delle canzoni, ad ogni ascolto. Direi che nel complesso l’album è decisamente più ombroso dei precedenti. Un po’ più dark, in un certo senso, ma non abbastanza dark da renderlo unico o da poterlo fare distinguere dal resto della loro discografia per singolarità.

Per il momento la canzone che preferisco è quella d’apertura, We Share The Same Sun, con la sua struttura alternata e crescente. Un’altra che mi piace un casino è quella che presta il titolo all’album, cioè Graffiti On The Train, lenta e drammatica, con il suo bellissimo assolo di chitarra e di violini in sottofondo verso la fine.

Indian Summer è il singolo di testa, ed ha una andatura simpatica, di sicuro la più orecchiabile dell’album. Take Me si accoppia bene con la title-track, direi, e sorprende positivamente presentando una voce femminile dolce e sensuale del tutto inaspettata (tra l’altro non so ancora a chi appartenga), la quale conferisce una dimensione piacevole alla canzone.

Catacomb è il pezzo veloce dell’album, e sicuramente la più dinamica e rock della lista (ce ne dovevano mettere una, giusto?). Roll The Dice e Violins And Tambourines hanno entrambe un inizio davvero promettente, ma per sfortuna ho l’impressione che nessuna delle due continui nel verso giusto, o almeno in quello che avrei immaginato, e pertanto sono quelle che mi piacciono di meno.

Poi viene Been Caught Cheating, che è praticamente un pezzo da vecchio blues, e penso onestamente che sarebbe stato più appropriato se fosse stata pubblicata come b-side o qualcosa del genere, perché non si adatta per niente all’insieme del disco. Ho anche scoperto in un articolo del NME che in realtà la canzone era stata scritta da Kelly Jones (il cantante) per Amy Winehouse ma che alla fine non è mai riuscito a inviarglela, anche se lei era entusiasta dell’idea. Quindi diciamo pure che la presenza di questa canzone nel disco potrebbe trovare la sua giustificazione visto che è da considerarsi come un tributo alla cantante scomparsa.

Le due ultime canzoni incontrano di nuovo i miei gusti. In A Moment è proprio bella, e sospetto che potrebbe essere un prossimo single. No-One’s Perfect è una gradevole e morbida ninna nanna, perfetta nel suo minimalismo, e mette in risalto la bellissima voce di Kelly Jones.

Una versione Deluxe dell’album include una canzone extra, Overland, e qualche remix o versione alternativa di qualche canzone.

Tutto sommato, provo sentimenti contrastanti a proposito di questo album, ma rimango sulla mia posizione iniziale: mi aspettavo qualcosa in più, soprattutto considerati i quattro anni di attesa. Forse chi lo ascolta senza essere un fan di vecchia data avrà più possibilità di trovarlo grandioso, ma per sfortuna il livello di delusione è sempre proporzionale a quello delle aspettative, e le mie per questo album erano forse troppo alte. Comunque, ascolterò con grande piacere quelle canzoni del disco che mi piacciono, e continuo di sicuro ad amare questo gruppo.

Questa è la tracklist di Graffiti On The Train:

  1. We Share The Same Sun
  2. Graffiti On The Train
  3. Indian Summer
  4. Take Me
  5. Catacomb
  6. Roll The Dice
  7. Violins And Tambourines
  8. Been Caught Cheating
  9. In A Moment
  10. No-One’s Perfect

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